INSULA MERIDIONALIS
POMPEI - Il progetto ha interessato la fascia compresa tra il Tempio di Venere e la Casa di Championnet I.
Il progetto di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis è stato avviato dalla Ditta De Marco nel suo settore occidentale, interessando la fascia compresa tra il Tempio di Venere e la Casa di Championnet I.
Questo settore è caratterizzato da spazi occupati da edifici pubblici e privati, che si sviluppano a partire dall’area urbana a ridosso della viabilità interna e si espandono ben oltre il circuito murario, inglobandolo e sfruttandolo come base d’appoggio per il nuovo fronte degli edifici. Gli edifici, pertanto, si sviluppano su più livelli, con collegamenti verticali realizzati tramite rampe o scalinate. L’intero settore fu scavato a partire dal periodo del decennio francese fino alla metà del secolo scorso; lo scavo non fu sistematico, interessando nelle prime fasi il livello 0 e poi sviluppandosi nei settori inferiori; queste zone, inoltre, potrebbero esser state utilizzate come aree di accumulo di materiali durante gli interventi di ricostruzione dopo il sisma o per facilitare la spoliazione degli edifici della piazza forense dopo l’evento eruttivo. In epoca post antica, inoltre, sono state interessate da interventi non sistematici e documentati, oltre probabilmente ad accogliere il terreno frutto dello scavo del settore meridionale della città.
Nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis sono in corso indagini archeologiche nella zona a ridosso della cinta muraria sotto la Casa di Championnet, cosiddetta “Area in Abbandono” (VIII 2, 0), e negli ambienti del Livello -2 (piano terra) del Complesso degli Horrea (VIII 1, 0) sotto al Tempio di Venere. L’Area in Abbandono è stata già oggetto di indagini archeologiche tra gli anni ’70 e ‘74 del secolo scorso in relazione allo sgombro e restauro della cinta muraria a sud ovest dell’Insula VIII, insula 2. Le attuali indagini archeologiche si pongono in continuità con le precedenti e hanno lo scopo di ripristinare gli ambienti già scavati e mettere in luce quelli non ancora esplorati. Lo scavo ha rivelato una grande quantità di materiale edilizio e decorativo (numerosi frammenti di intonaco dipinto e di stucchi) accumulati verosimilmente dopo il terremoto del 62 d.C.
È in corso lo scavo archeologico nel complesso degli Horrea, sotto il Tempio di Venere. L’edifico è stato messo in luce tra gli anni ’50 e ’60 ed è stato oggetto di parziali interventi di restauro e messa in sicurezza negli anni ’70 del secolo scorso. Le indagini sono attualmente concentrate in alcuni ambienti del piano terra (Livello -2) nella porzione occidentale dell’edificio dove sono state rinvenute tracce di una frequentazione dell'edificio dopo l'eruzione del 79 d.C. I materiali archeologici rinvenuti rimandano ad un arco cronologico che va dalla fine del I sec. d.C. alla seconda metà del V sec. d.C.